Trigesimo in memoria del Generale di Squadra Aerea Nello Barale

Trenta giorni dopo morte di una persona cara, si celebra il cosiddetto “trigesimo”, una Santa Messa in ricordo di un defunto. Per chi era legato da una relazione affettiva o l’avesse conosciuto è un momento importante, è l’occasione di poter pregare per lui tutti insieme un’ultima volta, con il pensiero che sia a guardarci e a vegliare su di noi.

E così, il 30 gennaio a Cesena, presso la Parrocchia dei Militari “Madonna di Loreto” della Zona Logistica del 15° Stormo, ed il 31 gennaio all’aeroporto militare “Mario De Bernardi” di Pratica di Mare, nella graziosa Cappella aeroportuale, sono state celebrate due Sante Messe in occasione del trigesimo della scomparsa del Generale di Squadra Aerea Nello Barale.

L’Associazione Gente del Quindicesimo (AG15) in primis, il 15° Stormo e quanti avevano avuto il piacere di conoscere ed operare con il Generale Barale, non avevano accettato di non averlo potuto degnamente salutare il 31 dicembre e quindi il saluto è avvenuto nel corso delle due celebrazioni di cui scrivo.

Il Generale Barale, fra i primi provenienti dai Corsi regolari dell’Accademia Aeronautica assegnato all’ala rotante, nel grado di Capitano fu inviato, a metà degli anni ’70 del secolo scorso, insieme al Capitano Leonardo Mazzucco negli USA, a frequentare il corso di abilitazione sull’elicottero anfibio HH3F  presso la US Coast Guard. L’assegnazione dell’HH3F fu un avvenimento assolutamente rivoluzionario per il 15° Stormo e per il Soccorso Aereo in ambito militare e civile e l’ampia attività operativa svolta nei due ambiti, in Patria e nei teatri operativi in Europa, Asia ed Africa, è stata la più concreta dimostrazione di quanto felice fu la scelta di dotare l’AM di tale vettore. Ecco perché noi anziani, appartenenti alle generazioni immediatamente dopo quella del Generale Barale lo abbiamo sempre considerato il capostipite di quanti contribuirono a tracciare ed immortalare una nuova vita per il 15° Stormo. E tale riconoscimento non viene solo dal personale navigante, dai piloti, ma anche da tutto il personale specialista. Del resto il 15° ha fortunatamente la peculiarità di volare in equipaggio e quindi di condividere in toto esperienze, emozioni e, per ciò che attiene all’attività professionale, unità di intenti e di pensieri.

Nello Barale, così come noi anziani eravamo abituati a chiamarlo, aveva insegnato a tutti noi quanto c’era da sapere su quella stupenda macchina che è stata l’HH3F; mise in piedi la struttura didattica, sia con la scuola a terra, sia con la formazione del nucleo di istruttori necessari ad effettuare la numerose abilitazioni per la mole di piloti assegnati allo Stormo in concomitanza con l’arrivo della sostanziosa flotta di HH3F. Ed in tutto ciò non si fece mancare l’attività operativa ed i turni di allarme, tanto da meritare una delle rarissime (e allora ancor di più!) Medaglie di Bronzo al Valor Aeronautico, concesse per l’attività di soccorso alle popolazioni per il terremoto dell’Irpinia e della Basilicata del 1980 (per il 15° Stormo furono solo tre nel corso di 1336 sortite per 1036 ore di volo n.d.r.).

Di seguito la motivazione:

1980 – Medaglia di Bronzo al Valore Aeronautico (interventi di soccorso nel sisma dell’Irpinia e Basilicata)

T.Col. Pil.   Nello  BARALE 

“Capo Equipaggio di un elicottero del 15° Stormo impiegato nell’attività di soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto del 23 novembre 1980, con sprezzo del pericolo eseguiva prontamente una missione con altissimo grado di rischio per il trasporto all’ospedale di Napoli di persone estratte dalle macerie di una casa di Calabritto.

L’intervento, effettuato di notte, in zone impervie, in completa assenza di radioassistenza e con atterraggio in uno spazio esiguo e privo di segnalazioni luminose, era reso possibile grazie alla elevatissima efficienza professionale che consentiva una perfetta condotta del volo.

Esempio di altissimo senso del dovere e profonda solidarietà umana.

Calabritto, 26 novembre 1980.

E non pago dell’attività di volo, il Gen. Barale svolse tutti gli incarichi previsti in seno allo Stormo, compreso il Comando dell’85° Gruppo Volo a Ciampino e, quale primo Comandante, dell’83° Centro SAR a Rimini.

Ha lasciato, ma solo fisicamente senza mai abbandonarlo con il cuore, il 15° Stormo nel 1991, dopo averlo comandato per quasi tre
anni. Successivamente, da Capo Ufficio allo Stato Maggiore dell’Aeronautica – IV Reparto, fu l’artefice della versione “Bravo”  (il c.d. Codice B) dell’HH3F, quella che consentì l’ulteriore salto qualitativo e operativo del SAR nel Combat SAR, con il repentino allargamento degli orizzonti e degli impegni nel campo internazionale delle Operazioni Fuori dai Confini Nazionali (OFCN).

Ecco in poche parole – ma ce ne sarebbero volute molte di più -cosa è stato per noi il Generale di Squadra Aerea Nello Barale e non potevamo lasciarlo “partire” senza avergli tributato il nostro estremo saluto con il “Mammajut” che oggi a Pratica di Mare abbiamo urlato a gran voce e che è stato il nostro grazie di cuore per quanto Nello ha fatto per noi.

Ma non potevamo nemmeno andarcene senza aver lasciato un cuscino di fiori al monumento ai nostri Caduti che si trova nel piazzale antistante l’85° Centro SAR. Il momento di raccoglimento è stato dedicato anche al Generale di Divisione Aerea Carmine De Luca, già Presidente della AG15, e a tutti gli amici che hanno chiuso le ali di questa vita terrena per volare nell’infinito blu. Anche a loro abbiamo offerto il nostro Mammajut.

MAMMAJUT! Caro Comandante.

La Messa a Cesena
La Messa a Pratica di Mare
Un momento di preghiera a Pratica di Mare
Il Generale Sorino ricorda Nello Barale
La lettura della Preghiera dell’Aviatore
Foto di gruppo al Monumento ai Caduti dopo la deposizione del cuscino di fiori.

 

P.S. dell’Editore

Grazie di cuore al Generale Mario Sorino, non solo per questo articolo, ma soprattutto per il ricordo che ha condiviso con noi durante la funzione liturgica a Pratica di Mare, ricordo che gli ha inumidito gli occhi e stretto un nodo in gola.

Grazie anche ad Ernesto Ganapini e a Domenico Guerra per i loro contributi dalla celebrazione di Cesena.

Infine, desidero qui ringraziare Don Pierpaolo Oddo e Don Marco Galanti, rispettivamente i Cappellani degli aeroporti di Pratica di Mare e di Cervia, per aver celebrato le Messe e per le sentite parole da loro pronunciate. Sebbene non derivate da una conoscenza diretta ma ispirate dai racconti e dalle memorie di chi ha conosciuto il Generale Barale, la loro sensibilità cristiana ha cristallizzato parole particolarmente toccanti, sia nel ricordarne la vita ed una carriera d’eccezione, sia nel comprenderne in pieno la passione, lo spirito di servizio ed il senso del dovere che lo hanno caratterizzato e che devono essere di esempio alle donne e agli uomini che sono chiamati quotidianamente a portarne avanti la memoria, attraverso la missione del 15°Stormo, e che hanno “il privilegio di salvare vite”.

(Leonardo Barone)

Chi non muore si rivede! 1° Raduno 46° Centro Protezione Civile

40 anni sono proprio tanti.

Eh… sì… se ci volgiamo indietro e cerchiamo di fare un riassunto di ciò che è stata la nostra vita negli ultimi 40 anni, ci rendiamo conto che è pressoché impossibile narrarlo. Un’enciclopedia non sarebbe sufficiente.

C’è chi afferma che la vita sia come un romanzo, con un inizio, lo sviluppo, il climax e la conclusione e che solo quando si va in pensione ci si accorga che stia iniziando proprio l’ultima parte del romanzo stesso, quella più breve, che conduce alle ultime pagine, quelle non numerate.

In questa fase della vita esistono dei momenti che ti fanno piacevolmente rivivere le esperienze passate e che, grazie alla saggezza che portano le rughe ed i capelli bianchi e la consapevolezza della fuggevolezza del tempo, vorresti assaporare lentamente, come fa un bimbo che gusta a piccoli morsi le patatine per “farle durare di più”.

Una di queste esperienze l’ho vissuta il 23 novembre 2024, quando si è svolto, a Ciampino, il 1° Raduno del 46° Centro Protezione Civile, in occasione del 40° anniversario della sua costituzione.

I più giovani probabilmente non sanno che dal 1984 al 1988 al 15° Stormo (allora a Ciampino) vennero assegnati 4 velivoli Canadair CL215. Fu una tappa fondamentale per il sistema paese, perché permise di mettere le basi del know-how nel settore del servizio di Antincendio Boschivo, tuttora operante.

Fra i piloti, “catapultati” a Ciampino da mezza Italia, solo due, provenienti dalla 46a Brigata Aerea di Pisa, avevano esperienza di Antincendio (A/I) boschivo, avendo già volato con il G222 MAFFS (Modular Airborne FireFighting System). Tutti gli altri provenivano dalle più diverse linee e con migliaia di ore di volo sulle spalle: chi era stato istruttore a Latina – su SF260AM – o a Galatina (LE) – su MB-326 e/o 339 – o ad Amendola (FG) – su Fiat G91T; chi pilota da caccia – su F104; chi cacciabombardiere – su G91Y; chi pilota di Squadriglia SAR – su elicottero AB212 – e collegamenti – su S208 e P166, chi pilota Antisom  – su Breguet 1150 Atlantic – e chi pilota di Radiomisure – su PD808.

Fra gli Specialisti, anch’essi di provata esperienza, vi erano dei marescialloni “de’ artri tempi”, gente che aveva volato col Cant Z, il Grumman HU-16, il Dakota.

I motoristi riuscivano a fare “ad orecchio” la diagnosi di un motore stellare a 18 cilindri, i montatori si portavano a bordo “la cassetta dei ferri” con l’immancabile filo di ferro.

Tutti, in comune, avevano una cosa: la tuta da volo scolorita e gli scarponcini fuori ordinanza.

E poi… c’ero io.

Un pesce fuori dall’acqua, giovane Tenente, zero esperienza da pilota di Reparto, tuta da volo che ancora puzzava di naftalina e prima assegnazione: 15° Stormo – 46° CPC.

Appena arrivato a Ciampino, nel 1984 e nel mezzo della transizione sul Canadair  dei vecchi “manici”, mi misero in coda (ovviamente!) e nel frattempo, per evitare di farmi stare fermo:  “Vai a fare l’abilitazione sugli elicotteri a Frosinone “ – mi dissero – “può sempre servire”.

Tornato da Frosinone, in piena prima campagna A/I boschivo: “Fai l’abilitazione sull’HH3F” – mi ridissero – “ può sempre servire”.

Finita la campagna A/I estiva e l’abilitazione sull’HH3F… “vai a Guidonia a farti un po’ di esperienza sul Piaggione” (il P166 n.d.r.) – mi dissero – “ può sempre servire”.

Insomma, fino a dicembre del 1984 del Canadair sentii solo il rumore, ma anche quello, a dire il vero, mi servì.

Il 1985 fu un’altra storia.

Iniziai a fare la faticosa transizione sul CL215, contrastando lo scetticismo degli anziani che sostenevano “Er Cielle nun è n’aereo pe’ ragazzini…”, ma nel frattempo irrobustii le mie ossa svolazzando per tutta l’Italia con il P166 e il S208 in supporto alla 615a Squadriglia del mitico Nevio Lorenzoni.

Fu un soffio…

Il 31 dicembre del 1987, quando ormai il meccanismo era lubrificato e scorrevole, ci chiusero. Tutti venimmo riassegnati e, a parte qualche flebile tentativo di rivedersi negli anni immediatamente successivi, inesorabilmente ci disperdemmo.

Ritrovarsi qui, dopo 40 anni da quel 1984 non può non suscitare emozioni.

Ci si riconosce subito nonostante il tempo ci abbia cambiati nell’aspetto, con i fisici non più atletici, calvizie, canizie e sovrappesi à gogo, qualche ruga in più e gli immancabili occhiali da vista.

C’è anche chi calza “l’Amplifon”.

Gli occhi lucidi di qualcuno, che smaschera una malcelata emozione, mi ricordano quelli che da bambino aveva mia nonna quando l’andavo a trovare al paese. Ed in effetti più di qualcuno ha l’età della mia nonna di allora.

Le voci però sono le stesse. Stessi timbri, stessi accenti.

Così come gli atteggiamenti ed il portamento.

È bello però sentirli chiacchierare, raccontare e ricordare aneddoti, riiniziare gli sfottò reciproci come se ci fossimo lasciati l’altro ieri.

“Ti ricordi quella volta che…” è la domanda ricorrente.

“Arbanè!” – uno mi chiede – “quanti figli hai?”

Alla mia risposta “3” non nasconde un senso di sorpresa.

“Ma quanti anni so’ passati?” – replica – quasi come se il conteggio del tempo passato si misurasse col numero dei figli e non col calendario.

Siamo presenti però tutti o “quasi” tutti.

Mancano solo i pochi che abitano troppo lontano e che, a causa dell’età, hanno avuto difficoltà a spostarsi.

Ma mancano soprattutto i molti che hanno già spiccato l’ultimo volo e la cui assenza è la dimostrazione che “chi non muore si rivede”.

Antonio Albanese

Foto di gruppo del 46° CPC
Altra foto “storica” del personale del 46° CPC

Foto di gruppo dei radunisti

La tavolata
La torta celebrativa
Sgancio acqua del CL215
Portachiavi e adesivo ricordo
L’autore dell’articolo con il cappellino del Raduno

Ricordando il Generale Barale (di Domenico Guerra)

Ho avuto l’onore di avere il Generale Nello Barale come mio primo Comandante di Gruppo al mio arrivo a Rimini nell’agosto 1980.

Ricordo che quando non c’era attività di volo e lui non era impegnato riuniva il Gruppo e ci faceva dei briefing inerenti l’allora giovane HH-3F, macchina da poco presa in forza dallo Stormo.
In seguito, da Comandante di Stormo, quando veniva in visita all’83° si soffermava a parlare con noi, ricordando vari episodi vissuti insieme al Gruppo.
Ho avuto anche l’onore di fare con lui l’ultimo volo con l’HH3F nell’estate del 2013 a Cervia presso lo Stormo, ricordo anche che, pur se non lo dava a vedere, era emozionato, ma dopo pochi minuti di volo la sua sicurezza era quella di sempre, come se non avesse mai smesso di volare.
Cieli Blu Comandante.
(Il Gen. S.A. Nello Barale ai comandi dell’HH-3F)
(Il Generale Barale – al centro – con l’equipaggio dell’83° Gruppo S.A.R. al termine del suo ultimo volo su HH-3F. L’autore del racconto, il Lgt. Guerra è alla sua destra, mentre alla sua sinistra c’è il Magg. Nanni. Chiudono a destra nella foto il Lgt. Squillante e a sinistra il M.llo 1^ Cl. Berluti)

Ciao Nello (di Mario Sorino)

Oggi, 31 dicembre 2024, è venuto a mancare uno di noi.

Oggi è venuto a mancare il Gen. S.A. c.a. Nello Barale.

Oggi è venuto a mancare uno speciale di noi.

Per tutti gli anziani come me è sempre stato semplicemente Nello, ed era così che veniva chiamato e riconosciuto. Nello non era speciale in quanto tale, siamo tutti uomini e donne normali, Nello era speciale per noi, per quello che era stato e per quello che rappresentava. Nello era l’HH3F. Insieme a Leonardo Mazzucco, verso la fine degli anni ’70 andò negli USA, presso la Coast Guard, per la transizione sul nuovo elicottero che l’AM stava per acquistare e quando tornarono i due furono i capostipiti della lunga fila di piloti che avrebbero fatto la transizione sull’HH3F. Dopo aver svolto gli incarichi al Gruppo di volo, Nello ha anche comandato il 15° Stormo. Ecco perché Nello è stato una colonna portante dello Stormo ed ecco perché oggi tutti quelli che hanno avuto l’onore di conoscerlo lo piangono. Piangono il Comandante e piangono anche l’uomo e l’amico.

Oggi non è un giorno di festa per noi del 15°, oggi è un giorno triste.

Vai e vola nel paradiso dei piloti caro Comandante.
Mammajut

L’82° Centro C.S.A.R. cambia il suo emblema!

Lo scorso 17 dicembre ha rappresentato una giornata storica per gli uomini e le donne dell’82° Centro S.A.R. (Search And Rescue), operativi ed ex, i quali, in una assolata mattinata trapanese, si sono stretti attorno al Comandante del Centro, il Magg. Nicolò Nicolosi per salutare i loro “Titti e Silvestro” e scoprire il nuovo emblema che contraddistinguerà d’ora in avanti l’82° Centro e il suo Personale.
All’evento, oltre a tutto il personale in servizio dell’82° Centro, hanno preso parte il Comandante del 15° Stormo di Cervia, Col. Antonio Viola, il Comandante del 37° Stormo di Trapani, Col. Daniele Mastroberti, il Vescovo di Trapani S.E.R. Pietro Maria Fragnelli, i rappresentanti della Prefettura di Trapani, dei comuni di Marsala, Trapani, Paceco e Misiliscemi, oltre a rappresentanti di Enti e Comandi delle altre Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato.
Come già detto, una nutrita partecipazione del personale in congedo, gli “ex” dell’82°, ha testimoniato e sottolineato con la loro presenza la continuità nel tempo di chi, con dedizione, competenza, passione e professionalità, ha prestato servizio a salvaguardia della vita umana con Titti e Silvestro sull’uniforme.

Il Magg. Nicolosi, insieme al Colonnello Viola, ha provveduto a “svelare”, prima a parole e poi fisicamente, il nuovo emblema di Reparto, ripercorrendo la storia e le gesta dell’82° Centro sin dalla sua costituzione, avvenuta esattamente cento anni fa, nell’Aprile del 1924, quando l’82° Gruppo Idrovolanti fu costituito nell’Idroscalo di Taranto. Sciolto dopo la fine del Secondo Conflitto mondiale, l’82° è stato ricostituito sull’aeroporto di Trapani Birgi nel 1982. Da allora, quindi per più di quarant’anni, ha esposto l’emblema raffigurante il canarino Titti che soccorre Gatto Silvestro in mare.
Il nuovo emblema affonda le sue radici su quello storico dell’82° Gruppo Idrovolanti, con l’airone cenerino in picchiata su uno sfondo circolare rosso (che simboleggia il sole) dinanzi alla luna decrescente, a rievocare il giorno e la notte, simboli dell’operato dell’82° Centro che è pronto ad intervenire 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità. Completa il nuovo emblema il motto del Centro, anch’esso ripreso dalla storia dal Gruppo Idrovolanti, “Amor Addidit” ossia l’amore e la passione che da sempre gli appartenenti all’82° mettono nel compimento del loro servizio verso il prossimo.

L’amore e l’attaccamento per Titti e Silvestro erano palpabili ma lo erano anche la gioia e l’apprezzamento per il nuovo emblema che porta in sé tutta la storia, anche recente dell’82° Centro con quella silhouette di una palma a ricordare il call sign che per tanti anni ha contraddistinto le missioni di volo del Centro, prima dell’attuale nominativo Jedi.
Complimenti al personale dell’82°, agli ex dell’AG15 che hanno donato il nuovo stendardo e che si sono stretti a loro  e al Magg. Nicolosi che ha l’onore di guidarli nel solco di una tradizione gloriosa verso nuovi traguardi. Viva l’82° Centro, viva il 15° Stormo e la Gente del Quindicesimo! MAMMAJUT!

Non tutti sanno che ……..

Francesco Fago in ricordo dei Caduti di Saccolongo.

Quando si va ad Abano o si passa da quelle parti, il nostro ricordo ed il nostro pensiero non possono che collegarsi nel tempo a quello sventurato ritorno a casa dell’AB 204 del 3° Distaccamento SAR del 15° Stormo, che il 20 ottobre del 1977 cadde a Creola di Saccolongo, portandosi via, strappandoci  cinque nostri amici e colleghi.

Francesco Fago, uno dei nostri aerosoccorritori, è passato ieri – 24 agosto 2024 – per quei luoghi e non ha mancato di onorare la memoria di quei 5 giovani, deponendo un mazzo di fiori sul monumento eretto a Creola di Saccolongo sul luogo dell’incidente.

In memoria di : Michele Grande, Benito Stasi, Alfredo Miccoli, Francesco Santoruvo e Pino Salvatore. Grazie a Francesco Fago.

 Mammajut

“Grazie al 15° Stormo dell’Aeronautica militare”

 Il 12 ottobre, il Sindaco di Cesena Enzo Lattuca, insieme alla Giunta e al Consiglio comunale di Cesena riuniti nella Sala degli Specchi di Palazzo Albornoz, ha ringraziatoa a nome della città il Colonnello Pilota Andrea Giuseppe Savina, Comandante il 15° Stormo, e una rappresentanza degli equipaggi di volo “per il fondamentale contributo fornito nel mese di maggio a favore della popolazione cesenate, colpita dalla forte ondata di maltempo che ha provocato l’esondazione del fiume Savio e degli altri corsi d’acqua minori.”

Il Sindaco ricorda l’immediato e tempestivo avvio delle attività di soccorso degli elicotteri e del personale del 15° Stormo, a seguito della richiesta di intervento della Protezione Civile regionale e della Prefettura di Forlì e Cesena, già dal pomerigio del 16 maggio, per portare in salvo quanti erano rimasti bloccati dall’alluvione nelle proprie abitazioni in zone non raggiungibili   via terra a causa di frane e allagamenti.

“Gli equipaggi dell’Aeronautica hanno operato instancabilmente giorno e notte in condizioni meteo difficoltose, restando in contatto con la Protezione civile regionale, la Prefettura di Forlì-Cesena, e le altre forze dell’ordine che hanno dato un apporto fondamentale al nostro territorio. Siamo grati a queste donne e a questi uomini per il servizio fornito alle popolazioni alluvionate e per questa ragione, insieme alla Giunta e ai consiglieri comunali, abbiamo desiderato incontrare il Colonnello Savina e una rappresentanza degli equipaggi per trasmettere loro l’immensa gratitudine della nostra città”.

Nel ringraziare il Sindaco, i membri del Consiglio Comunale e tutta la cittadinanza cesenate per l’apprezzamento e la vicinanza dimostrati in questa occasione, il Colonnello Savina commenta:

“Il 15° Stormo  è una delle realtà locali più radicate nel territorio, sia per la storia decennale della base sia per la propria missione votata alla salvaguardia della vita umana e al benessere della collettività. Il riconoscimento del nostro operato non può che portare una sana motivazione di tutto il personale che quotidianamente si addestra per essere pronto ad intervenire, di giorno e di notte, in qualsiasi condizione meteorologica, nel momento del bisogno. L’alluvione dello scorso maggio ha infatti rappresentato un chiaro esempio di come sia necessaria l’integrazione tra le forze in campo, civili e militari che siano, al fine di ottimizzare le operazioni di soccorso e messa in sicurezza dei cittadini”.

Tutta la “Gente del 15°” si unisce al ringraziamento e manifesta il proprio orgoglio per il meritatissimo riconoscimento. Il nostro plauso ed il nostro “grazie” vanno anche alla Amministrazione Comunale, per la sensibilità mostrata.

Mammajut

 

Clicca, se vuoi guardare il video    (a cura di CesenaToday)

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15° STORMO: VISITA DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’AERONAUTICA MILITARE

Ieri, lunedì 19 giugno, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di S.A. Luca Goretti, si è recato presso il 15° Stormo di Cervia per una visita conoscitiva, accompagnato dal Comandante della Squadra Aerea, Generale di S.A. Alberto Biavati, dal Presidente SGMT Capo, 1° Luogotenente Mario Bonaventura e dal Presidente SGMT del Comando Squadra Aerea, 1° Luogotenente Raffaele Pirozzi.

Dopo il consueto saluto di benvenuto nell’ufficio del Comandante, Colonnello Pilota Andrea Giuseppe Savina, il Generale Goretti ha incontrato il Presidente SGMT del 15° Stormo, 1° Luogotenente Giovanni Romano, la rappresentanza CO.BA.R., la Rappresentanza Sindacale Unitaria (R.S.U.), il Sindaco di Lugo e i Presidenti dell’Associazione Arma Aeronautica e dell’Unione Nazionale degli Ufficiali in Congedo d’Italia (UNUCI) della città natale di Francesco Baracca, in occasione della commemorazione del 105° anniversario dalla morte del pioniere dell’aviazione italiana.

Successivamente il Generale di S.A. Goretti ed il Generale di S.A. Biavati hanno assistito ad una presentazione del Comandante della base che ha avuto come oggetto la recente riorganizzazione del Reparto e il ruolo fondamentale svolto dagli equipaggi di volo durante l’emergenza alluvione che ha interessato di recente il territorio dell’Emilia-Romagna, con 332 persone tratte in salvo.

Terminato il briefing, il Generale Goretti e il Generale Biavati hanno avuto modo di incontrare il personale dello Stormo presso l’Hangar del 83° Gruppo SAR, momento in cui il Capo di Stato Maggiore ha ringraziato in primis gli stessi equipaggi e poi il personale tutto, per la delicata attività che svolge quotidianamente, spesso in silenzio e lontano dai riflettori.

 

 

 

 

 

 

 

La visita si è conclusa con la consueta firma sull’Albo d’Onore del 15° Stormo, dove il Generale S.A. Luca Goretti ha ringraziato le donne e gli uomini del Quindicesimo “… per tutto quello che con i propri Centri S.A.R. fa quotidianamente in silenzio e con elevata professionalità… Voi ci siete sempre, di giorno e di notte””.

Sull’Albo d’Onore del 15° Stormo (apri il .pdf)

Il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, il servizio di Ricerca e Soccorso ( Search and Rescue) per il recupero degli equipaggi di aeromobili militari incidentati, attraverso operazioni autonome o in concorso con altri assetti terrestri, aeromobili o navali. Concorre alle operazioni di soccorso per la salvaguardia della vita umana e alle operazioni di Anti Incendio Boschivo (AIB) cooperando con la Protezione Civile e altre organizzazioni dello Stato.

Integra il dispositivo di Difesa Aerea Nazionale attraverso operazioni di contrasto alla minaccia proveniente da aeromobili a basse e bassissime prestazioni (Slow Movers Interception) e di supporto alla sicurezza di aree e obiettivi sensibili in occasione di grandi eventi pubblici.
Provvede all’addestramento e alla qualificazione di piloti ed equipaggi destinati a unità di volo con compiti di soccorso, nonché all’addestramento basico e avanzato alla sopravvivenza in ambiente marittimo e montano.

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato circa 7800 persone in pericolo di vita.

 Mammajut

COMMEMORATI GLI ANGELI DEL SAR

di Luca Michele Sarcina

Il 24 ottobre si è svolta presso l’84°Centro C/SAR di Gioia del Colle la Cerimonia per ricordare e commemorare i nostri otto angeli che persero la vita nei cieli di Francia, nell’incidente aereo accaduto nei pressi di Lisle en Barrois.

 “Alla Cerimonia hanno partecipato le autorità militari e i familiari con coinvolgimento ed emozione al ricordo delle vittime dell’incidente.

Alla funzione religiosa, celebrata presso il nuovo hangar dell’84° Centro C/SAR, ha preso parte il Comandante del 15° Stormo Col. Pilota Andrea Giuseppe Savina, il Comandante del 36° Stormo Caccia Col. Pilota Massimiliano Pomiato e il Comandante dell’84° Centro C/SAR Magg. Pilota Francesco Pastore, con una rappresentanza dei familiari delle vittime.

Al termine della messa celebrata dal Cappellano Militare Don Francesco Ferrante, i familiari delle vittime e le rappresentanze militari hanno raggiunto il monumento ai caduti, presso 84° Centro C/SAR per la benedizione e deposizione di una corona.

 

 

Il Colonnello Savina, rivolgendosi ai familiari degli aviatori defunti, ha voluto partecipare il senso di vicinanza di tutta la Forza Armata alle famiglie colpite dalla grave perdita dei propri cari, sempre pronti a mettere a rischio la stessa vita pur di compiere il proprio dovere, evidenziando il sentimento comune di estrema riconoscenza a chi ha visto scomparire prematuramente i propri affetti sopportandone il dolore con misurata e discreta compostezza. Il Comandante del 15° Stormo, infine, ha concluso il proprio intervento ringraziando il Comandante del 36° Stormo per il supporto e la vicinanza dimostrata durante la cerimonia e l’Associazione Gente del Quindicesimo per la sostegno e l’affetto dimostrato alle famiglie e al personale militare in servizio.”

L’associazione “Gente del 15°” si unisce al ricordo degli “angeli del  SAR”, commemorati anche a Cervia e in Francia,  grazie al nostro socio Onorario Bernard Borghini che ha fatto celebrare una messa presso la chiesa di Vabecourt.